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SPID, CIE e identità digitale verso il 2027: cosa devono fare oggi i Comuni

07/08/2026
L'evoluzione dell'identità digitale nazionale rafforza il ruolo della Carta d'Identità Elettronica e dell'IT-Wallet. Per i Comuni è il momento di verificare servizi online, modalità di autenticazione, integrazioni e processi digitali.

Il sistema italiano di identità digitale sta entrando in una nuova fase. Le convenzioni tra AgID e gli Identity Provider SPID sono state prorogate fino al 2027, mentre parallelamente cresce il ruolo della Carta d'Identità Elettronica (CIE) e prosegue lo sviluppo del sistema nazionale IT-Wallet.

Per i Comuni questo scenario non deve essere letto semplicemente come una futura sostituzione di una modalità di accesso con un'altra. Il tema riguarda più in generale la capacità dei servizi digitali dell'Ente di evolvere insieme all'ecosistema nazionale dell'identità digitale.

SPID continuerà a funzionare: perché occorre comunque prepararsi

AgID ha prorogato fino al 2027 le convenzioni con gli Identity Provider SPID, garantendo continuità al sistema durante il percorso di evoluzione dell'identità digitale italiana. Non esiste quindi oggi uno spegnimento immediato di SPID.

Allo stesso tempo, la CIE assume un ruolo sempre più centrale. Attraverso il servizio Entra con CIE, i cittadini possono già utilizzare la propria Carta d'Identità Elettronica come identità digitale per accedere ai servizi online delle Pubbliche Amministrazioni che ne consentono l'utilizzo.

Lo sviluppo dell'IT-Wallet rafforza ulteriormente questa direzione, creando un ecosistema nel quale identità digitale e attestazioni elettroniche potranno essere utilizzate in modo sempre più integrato.

La domanda che ogni Comune dovrebbe porsi

Per un'Amministrazione la questione principale non è quindi chiedersi esclusivamente quando SPID verrà eventualmente superato. La domanda più utile è:

i nostri servizi digitali sono già pronti a gestire correttamente l'evoluzione dell'identità digitale?

Molti Comuni dispongono oggi di servizi online realizzati in momenti diversi e forniti da soggetti differenti: portale istituzionale, servizi demografici, tributi, servizi scolastici, prenotazioni, sanzioni, pratiche amministrative, associazioni, servizi culturali e numerosi applicativi verticali.

Per questo motivo è utile conoscere con precisione quali servizi richiedono autenticazione, quali utilizzano SPID, quali supportano già CIE e quali dipendono da sistemi o fornitori che dovranno essere coinvolti in un eventuale adeguamento.

Cosa dovrebbe verificare oggi un Comune

Un primo passo consiste nel realizzare un censimento dei servizi digitali disponibili e verificare, per ciascuno di essi:

  • quale sistema di autenticazione viene utilizzato;
  • se è già disponibile l'accesso tramite CIE;
  • quale fornitore gestisce il servizio;
  • quali sistemi interni vengono coinvolti dopo l'autenticazione;
  • se il servizio utilizza SPID, CIE, PagoPA, ANPR, PDND o altre piattaforme nazionali;
  • se il percorso digitale è accessibile e utilizzabile anche da dispositivi mobili;
  • se esistono dipendenze tecnologiche che potrebbero richiedere un adeguamento.

Questa analisi permette all'Ente di costruire una fotografia aggiornata della propria infrastruttura digitale e pianificare gli interventi secondo priorità reali.

Non basta cambiare il sistema di login

L'identità digitale rappresenta soltanto il punto di ingresso di un servizio. Dopo l'autenticazione inizia il vero processo amministrativo.

Un cittadino può identificarsi tramite CIE, presentare un'istanza, allegare documenti, effettuare un pagamento o richiedere un servizio. A quel punto il sistema deve essere in grado di prendere in carico la richiesta, assegnarla all'ufficio competente, gestirne il workflow, protocollare i documenti, effettuare eventuali verifiche e comunicare l'esito all'interessato.

Per questo motivo l'evoluzione dell'identità digitale può diventare un'opportunità per verificare l'intero processo e non soltanto il pulsante utilizzato per effettuare il login.

Identità digitale e principio once only

Un ulteriore passaggio riguarda l'interoperabilità.

Una volta identificato correttamente il cittadino, l'obiettivo dovrebbe essere quello di evitare di richiedergli informazioni che la Pubblica Amministrazione possiede già.

L'integrazione con piattaforme nazionali come ANPR e PDND permette di costruire servizi nei quali autenticazione e interoperabilità lavorano insieme: il cittadino viene identificato e l'Ente può, quando previsto e autorizzato, recuperare direttamente i dati necessari all'istruttoria.

È l'applicazione concreta del principio once only: semplificare il rapporto con la PA evitando richieste ripetitive di informazioni già disponibili.

Un possibile percorso operativo per i Comuni

Prodigys supporta Comuni ed Enti nella verifica e nell'evoluzione dei propri servizi digitali attraverso un percorso che può comprendere:

  • censimento dei servizi online e delle relative modalità di autenticazione;
  • verifica della presenza e della corretta configurazione dell'accesso tramite CIE;
  • analisi delle dipendenze da fornitori e sistemi esterni;
  • valutazione dei workflow successivi all'autenticazione;
  • verifica delle integrazioni con piattaforme nazionali;
  • individuazione delle criticità e delle priorità di intervento;
  • definizione di un piano di adeguamento tecnico e organizzativo;
  • supporto nell'integrazione e nel collaudo dei servizi.

Il risultato è una mappa chiara dei servizi digitali dell'Ente e delle attività necessarie per accompagnarne l'evoluzione.

Prepararsi oggi significa evitare interventi urgenti domani

L'evoluzione di SPID, CIE e IT-Wallet sarà progressiva. Proprio per questo i Comuni hanno oggi la possibilità di affrontare il cambiamento con metodo, iniziando dalla conoscenza della propria situazione attuale.

Verificare per tempo portali, applicazioni, sistemi di autenticazione, integrazioni e workflow consente di programmare gli interventi, coordinare i diversi fornitori e garantire continuità ai servizi rivolti ai cittadini.

Prodigys affianca gli Enti nell'analisi dei servizi digitali e nella definizione dei percorsi di adeguamento a CIE, SPID e all'evoluzione dell'identità digitale nazionale.

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