prodigys

Adozione di software su cloud qualificato ACN

Un percorso operativo per portare servizi, dati e utenti verso piattaforme SaaS della PA senza perdere continuità, controllo e conoscenza del processo.

Dal requisito cloud a un servizio realmente utilizzabile

L'adozione di un software su cloud qualificato ACN non coincide con l'attivazione di un ambiente tecnico. Per l'ente significa comprendere quali attività cambieranno, quali dati devono essere trasferiti, quali integrazioni devono restare operative e come gli utenti lavoreranno durante il passaggio. Prodigys affianca amministrazioni e responsabili della transizione digitale nella costruzione di questo percorso, dalla valutazione iniziale alla messa in esercizio.

Il servizio riguarda le piattaforme SaaS destinate alla Pubblica Amministrazione e viene adattato al modulo o all'ecosistema scelto. Può accompagnare il passaggio di un portale, di un workflow, di un archivio documentale o di una soluzione verticale. L'obiettivo è rendere esplicite dipendenze, responsabilità e verifiche, evitando che la migrazione sia governata soltanto da scadenze tecniche.

Assessment del contesto applicativo e organizzativo

Il lavoro inizia con interviste ai referenti, analisi della documentazione disponibile e ricostruzione dei processi interessati. Vengono censiti applicativi, basi dati, archivi, utenti, sistemi di autenticazione, flussi verso altre piattaforme e attività che oggi vengono svolte manualmente. Questa fase permette di distinguere ciò che appartiene al servizio da ciò che dipende da strumenti esterni o da consuetudini organizzative.

L'assessment non produce un inventario fine a se stesso. Ogni elemento viene collegato al ruolo che svolge nel processo: quali uffici lo usano, quali informazioni contiene, con quale frequenza viene aggiornato e quali conseguenze avrebbe una sua indisponibilità. Le criticità vengono classificate per impatto e probabilità, così la pianificazione può concentrarsi sugli aspetti che richiedono una prova, una decisione o una misura di continuità.

  • mappa dei servizi e dei processi coinvolti;
  • inventario di applicazioni, dati, documenti e integrazioni;
  • utenti, ruoli, autorizzazioni e modalità di accesso;
  • vincoli operativi, scadenze e dipendenze esterne.

Piano di migrazione e qualità dei dati

Dati incompleti, codifiche duplicate e documenti non collegati possono compromettere il nuovo servizio anche quando la piattaforma è correttamente configurata. Per questo vengono definite fonti autorevoli, regole di trasformazione, criteri di esclusione e controlli di qualità. L'ente partecipa alla scelta dei campioni e alla validazione delle informazioni più significative, mantenendo la conoscenza del proprio patrimonio informativo.

Il piano stabilisce prove, sequenza dei trasferimenti, responsabilità e modalità di gestione delle anomalie. Quando è necessario un periodo di coesistenza, vengono chiariti i sistemi nei quali continuare a lavorare e il momento dal quale il nuovo ambiente diventa il riferimento. Le attività vengono documentate per rendere ripetibili verifiche e correzioni, senza dipendere dalla memoria dei singoli operatori.

  • mappatura tra struttura di origine e nuovo modello dati;
  • pulizia, normalizzazione e gestione dei duplicati;
  • prove di importazione su campioni rappresentativi;
  • verbali di controllo e tracciamento delle correzioni.

Configurazione di ruoli, moduli e integrazioni

La configurazione viene costruita attorno all'organizzazione dell'ente. Profili, permessi, stati, modelli documentali, notifiche e dashboard devono corrispondere alle responsabilità reali, evitando sia accessi troppo ampi sia vincoli che spingerebbero gli utenti a lavorare fuori sistema. Le scelte vengono provate su casi d'uso concreti e discusse con i referenti prima dell'avvio.

Le integrazioni vengono affrontate come contratti tra sistemi. Sono definite le informazioni scambiate, la frequenza, la gestione degli errori, i log e i referenti da coinvolgere in caso di anomalia. Protocollo, pagamenti, identità digitali, servizi nazionali e applicativi verticali vengono collegati solo quando il processo ne richiede effettivamente l'uso, evitando dipendenze non necessarie.

  • profili e autorizzazioni per uffici e responsabilità;
  • stati, scadenze, notifiche e modelli operativi;
  • integrazioni documentate con sistemi dell'ente;
  • log, monitoraggio e gestione delle eccezioni.

Formazione, avvio assistito e continuità

La formazione viene organizzata per ruolo. Amministratori, responsabili e operatori hanno bisogni diversi: chi configura deve conoscere regole e impatti, chi governa il servizio deve leggere stati e indicatori, chi lavora le pratiche deve saper completare le attività e riconoscere le eccezioni. Sessioni su casi reali e materiali operativi aiutano a trasformare le funzioni della piattaforma in procedure condivise.

Durante l'avvio Prodigys affianca gli uffici nelle prime lavorazioni, raccoglie anomalie e distingue problemi di configurazione da dubbi formativi o dati mancanti. Il passaggio in esercizio prevede canali di assistenza, livelli di priorità e referenti. In questo modo la continuità non dipende soltanto dall'infrastruttura, ma anche dalla capacità dell'organizzazione di riconoscere, segnalare e governare gli eventi.

  • formazione amministrativa, operativa e tecnica;
  • guide e procedure riferite alla configurazione dell'ente;
  • supporto alle prime lavorazioni;
  • canali di assistenza e criteri di escalation.

Supporto evolutivo e revisione del servizio

Dopo l'avvio vengono osservati volumi, eccezioni, richieste degli utenti e passaggi che generano attività manuali. Le evidenze confluiscono in un backlog ordinato per valore, urgenza e dipendenze. Una richiesta può richiedere formazione, modifica della configurazione, miglioramento dei dati o sviluppo: distinguerne la natura evita interventi costosi che non risolvono il problema originario.

Le revisioni periodiche verificano autorizzazioni, integrazioni, qualità delle informazioni e coerenza con eventuali cambi organizzativi. L'ente può così aggiungere nuovi moduli o servizi senza perdere la struttura costruita durante la prima adozione. La consulenza rende il cloud una base evolutiva governata, non un progetto concluso al momento della migrazione.

La documentazione finale raccoglie configurazioni rilevanti, referenti, integrazioni, procedure di assistenza e decisioni ancora aperte. Questo patrimonio consente all'amministrazione di comprendere il proprio servizio, inserire nuovi operatori e valutare le evoluzioni senza dipendere esclusivamente da conoscenze esterne.

Pianifichiamo l'adozione cloud del tuo ente

Raccontaci quale servizio vuoi migrare, quali sistemi usa oggi e quali uffici devono continuare a lavorare durante il passaggio.

Costruiremo un percorso con attività, responsabilità e verifiche leggibili.

La piattaforma è importante; il modo in cui entra nell'organizzazione determina la qualità del servizio.

Contattaci