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Cybersecurity e formazione per la Polizia Locale

Formazione, simulazioni di phishing e monitoraggio aiutano il Comando a proteggere dati, credenziali e sistemi della Polizia Locale partendo dai comportamenti reali degli operatori.

Proteggere i sistemi significa preparare anche le persone che li utilizzano

Un Comando di Polizia Locale utilizza ogni giorno sistemi che contengono informazioni particolarmente sensibili: dati personali, verbali, fotografie, documenti relativi a procedimenti amministrativi, credenziali di accesso, comunicazioni interne e informazioni raccolte durante l’attività sul territorio.

La sicurezza di questi sistemi non dipende soltanto da firewall, antivirus e misure tecniche. Molti incidenti informatici iniziano infatti da un’azione apparentemente normale compiuta da un utente: l’apertura di un allegato, l’inserimento della password all’interno di una pagina falsa, il clic su un collegamento ricevuto via email oppure la risposta a una comunicazione che sembra provenire da un soggetto istituzionale.

Per questo la cybersecurity deve comprendere anche un percorso continuo di formazione e sensibilizzazione del personale. I materiali interni dedicati alla piattaforma Shielded prevedono proprio formazione, monitoraggio del rischio umano, simulazioni di phishing e reportistica sulle attività svolte.

Formazione costruita sulle situazioni che gli operatori incontrano davvero

Una formazione efficace deve essere comprensibile e vicina al lavoro quotidiano. Per un agente o un operatore dell’Ufficio Verbali il rischio può presentarsi sotto forma di una falsa email relativa a un documento, una comunicazione che imita un servizio istituzionale, un link che richiede nuovamente le credenziali oppure un allegato apparentemente collegato a una pratica.

L’obiettivo è insegnare a riconoscere questi segnali e a sapere come comportarsi prima che l’incidente si verifichi. La formazione può essere organizzata in moduli, così da distribuire il percorso nel tempo e adattarlo alle caratteristiche degli utenti.

  • riconoscimento delle email di phishing;
  • gestione sicura delle credenziali;
  • utilizzo corretto delle password;
  • autenticazione e accesso ai servizi;
  • malware e ransomware;
  • apertura sicura di allegati e collegamenti;
  • protezione dei dispositivi;
  • gestione delle informazioni sensibili;
  • sicurezza durante il lavoro fuori sede;
  • utilizzo corretto dei servizi cloud;
  • protezione dei dati personali;
  • comportamento da adottare in caso di sospetto incidente;
  • aggiornamento periodico della formazione;
  • simulazioni pratiche e verifica dei risultati.

Simulare un attacco per capire il livello reale di preparazione

Sapere che cos’è il phishing non significa necessariamente riconoscerlo quando arriva una comunicazione credibile nella propria casella di posta.

Per questo la formazione può essere affiancata da campagne di phishing simulato. Gli utenti ricevono messaggi costruiti per riprodurre scenari realistici e il sistema registra come reagiscono, permettendo di individuare i comportamenti sui quali è necessario intervenire.

Le simulazioni sono una componente esplicitamente prevista dal servizio e servono a valutare concretamente la reattività degli utenti e le aree di vulnerabilità dell’organizzazione. Per un Comune gli scenari possono essere costruiti utilizzando situazioni compatibili con il contesto della Pubblica Amministrazione: una falsa comunicazione relativa a un servizio, una richiesta urgente, un avviso apparentemente proveniente da un soggetto conosciuto o una pagina di autenticazione contraffatta.

Il risultato della simulazione non serve a “punire” chi commette un errore, ma a capire quali rischi siano realmente presenti e quale formazione debba essere rafforzata.

Misurare il rischio umano e proteggere le credenziali

Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare concluso il problema dopo una singola giornata di formazione. La consapevolezza informatica deve essere mantenuta nel tempo: cambiano le tecniche di attacco, cambiano i servizi utilizzati dal Comune e possono entrare nuovi operatori.

La piattaforma permette quindi di monitorare le attività e costruire report che mostrano il percorso svolto dagli utenti e i risultati delle campagne. Il servizio interno è progettato proprio per consentire all’organizzazione di valutare in modo più oggettivo la propria esposizione al rischio umano e intervenire con percorsi mirati.

Gli agenti e gli operatori amministrativi possono utilizzare numerosi servizi: gestionali comunali, posta elettronica, sistemi regionali, piattaforme nazionali e applicazioni dedicate alle attività della Polizia Locale. Una credenziale compromessa può quindi consentire l’accesso a sistemi diversi e a un patrimonio informativo rilevante.

La formazione deve spiegare in modo concreto come gestire le credenziali, come riconoscere una richiesta anomala e perché sia importante utilizzare correttamente i meccanismi di autenticazione messi a disposizione dall’Ente, anche quando l’operatore lavora da dispositivi mobili o fuori dalla sede del Comando.

Sapere cosa fare quando qualcosa non convince

La preparazione dell’utente non riguarda soltanto la capacità di evitare un errore. È importante che ogni persona sappia cosa fare quando riceve una comunicazione sospetta o quando pensa di avere compiuto un’azione rischiosa. Segnalare rapidamente l’evento può infatti permettere ai tecnici dell’Ente di intervenire prima che il problema produca conseguenze più ampie.

Il percorso formativo può quindi comprendere anche procedure pratiche: a chi rivolgersi, quali informazioni comunicare e quali operazioni evitare dopo un possibile incidente. Questo crea una maggiore collaborazione tra utenti e struttura tecnica e riduce il rischio che un episodio venga nascosto o ignorato per timore di aver commesso un errore.

Firewall e sistemi di sicurezza continuano a essere necessari, ma devono essere accompagnati da operatori capaci di riconoscere situazioni anomale e utilizzare correttamente gli strumenti messi a disposizione dall’Ente.

Il servizio permette quindi di costruire un percorso continuativo nel quale formazione, simulazioni e monitoraggio vengono utilizzati per migliorare progressivamente il livello di consapevolezza. Per il Comando significa trasformare la cybersecurity da argomento esclusivamente tecnico a componente dell’organizzazione quotidiana: ogni agente e ogni operatore amministrativo diventa parte della protezione dei dati e dei servizi digitali utilizzati dalla Polizia Locale.

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Ogni Corpo di Polizia Locale ha procedure, volumi di lavoro e strumenti diversi.

Possiamo analizzare insieme come gestite oggi sanzioni, notifiche, turni, controlli sul territorio, documenti e servizi al cittadino e individuare dove digitalizzare, integrare o semplificare le attività operative.

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